mercoledì 30 maggio 2007

Notizia del giorno...30/5 [comparsa il 25]

ROMA - Il numero è fresco fresco, aggiornato alle quattro e mezzo del pomeriggio quando i comitati locali sparsi in tutta Italia hanno finito di comunicare i dati. "Siamo a quota 153 mila" dice molto soddisfatto il professor Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore per i referendum elettorali. Un numero su cui pochi avrebbero scommesso qualcosa quando il 24 aprile è cominciata la raccolta di firme per modificare, per via referendaria, una legge elettorale che sta paralizzando l'azione del governo e la vita del paese.

Ci sono ancora due mesi di tempo per arrivare a quota 500 mila, il necessario per sottoporre al vaglio della Corte Costituzionale i due quesiti.

Sono a quota 153.000 le firme a favore del referendum sulla legge elettorale.
Chi sta scrivendo in questo momento non ha ancora firmato, cosa che probabilmente non avrà fatto nemmeno il lettore. Cerchiamo di comprendere per cosa saremmo chiamati ad esprimerci e magari anche le reazioni dei vari politici.

I quesiti del referendum sono tre.

I primi due vogliono introdurre il premio di maggioranza alla lista più votata rispettivamente alla camera e al senato. Cosa comporterebbe questo cambiamento?
Adesso il premio di maggioranza va alla coalizione più votata, quindi tutta l'Unine (l'anno scorso) ha beneficiato di tale bonus di seggi. Comunisti Italiani, Verdi, Ds, Udeur etc...si sono spartiti tutti il premio di maggioranza; tutti i partiti se ne sono avvantaggiati. Capiamo quindi che se a beneficiare del premio di maggioranza fosse solo il partito più votato vedremmo i partiti più piccoli perdere importanza relativa. Da considerare che effetto di questi due quesiti sarebbe anche l'innalzamento della soglia di sbarramento: non entrerebbero in parlamento i partiti che hanno preso meno del 4% di consensi, mentre non entrerebbero in senato quelli che hanno preso meno dell' 8%.
Adesso in Italia ci sono 23 partiti. Sarebbe impossibile avere un tale numero di partiti se il referendum fosse approvato.

E' un bene o un male?
La risposta spetta a voi. A mio parere non è normale che esistano 23 combinazioni di valori o visioni diverse dell'Italia e di quello che si deve fare.
Questo numero probabilmente deriva sia dall'ambizione di alcuni elementi (vedi Mastella) che cercano, creando un proprio partito, di avere maggire peso "contrattuale" all'interno della coalizione (non a caso Mastella è ministro...) sia dalla mancanza di pragmatismo di questa classe politica (vedi Turigliatto), incapace di definire una linea di demarcazione tra le idee del singolo e quelle che dovrebbero essere del partito. Il fatto non è la questione dei principi, chi arriva in Parlamento dovrebbe essere capace di comprendere l'ambiente che li circonda, qual è il modo migliore per realizzare i propri ideali e quali sono veramente gli elementi che devono spingere a dare vita ad un partito.
Avere meno partiti sarebbe probabilmente un fattore di spinta per arrivare a posizioni più omogenee partito per partito. Ridurebbe inoltre la possibilità che avvengano ricatti, in quanto non ci sarebbero più delle fazioni, ma al limite delle "correnti".
In pratica, secondo me, sparirebbe la maggior parte dei partiti "estremisti": di sinistra, di destra, ma anche di centro, questo a vantaggio della coerenza di un futuro governo. A sinistra è probabile che vedremo aggregarsi tutti i partiti in tre schieramenti: "Sinistra", SDI e PD. A Destra una federazione e al centro un unico partito. Finalmente potremmo sperare di non veder più correre insieme Mastella e Diliberto come leader di partito.

Il terzo quesito mira ad abrogare le candidature multiple.
Adesso è possibile candidarsi anche in tutte le circoscrizioni. Questo meccanismo rende i politici più in vista potenzialmente in grado di decidere e scegliere chi verrà eletto del suo partito. Se il soggetto X fosse primo in due circoscrizioni dovrebbe scegliere si troverebbe in grado, preferendone una piuttosto che l'altra, di scegliere quale tra Y e Z per il parlamento (Y è secondo in una circoscrizione, Z nell'altra).
Puntare poi su una sola circoscrizione sarebbe un fattore di forte stimolo e avvicinamento alle parsone per il politico candidato.

Infine un referendum potrebbe comunque essere un incentivo per la classe politica a cambiare in fretta le cose.

Quali sono state le reazioni dei partiti? Qui chiedo a voi aiuto, se le sapete commentate il post.
Io so solo quella di Mastella che, ovviamente, si è detto contrario. Dopotutto, se quello che ho scritto sopra è corretto, sarebbe difficile, con la nuova legge, vedere un Mastella ministro...

3 commenti:

Lillo e bicchia ha detto...

ma mi spieghi perchè scrivi cose che nel tuo blog non legge mai nessuno?
sono uno di cpochi che ti lascia un commento!!
P.S.
stai incominciando a perdere troppi allenamenti, torna a sbandierare!!!

Tiziano "MacToz" ha detto...

Beh, questa è una bella domanda...
probabilmente scrivo interventi troppo noiosi e lunghi, intorno ad argomenti che in fondo interessano a pochi. Fondamentalmente mi importa una s..a, penso di scrivere cose sensate e che questo i serve da allenamento.

E' da diverso tempo che non posto perché...domani ho un esame e mi sono dedicato solo a quello O_O...speriamo bene!

P.S.
quanti ne ho persi? Saremo ben oltre i 100 o sbaglio?

Anonimo ha detto...

...SI STA ALLENANDO IN UN ALTRO CAMPO...GLI INTERESSI CAMBIANO!=)